Comune di Adelfia - Cenni Storici
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Adelfia |
La singolarità del centro urbano è certamente quella di essere costituito da due anime nuclei (Canneto e Montrone), che per lungo tempo hanno vissuto esistenze separate, pur fronteggiandosi a breve distanza l'uno dall'altro.
Gli antichi borghi di Canneto e Montrone uniti nel 1927 e diedero vita all'attuale Adelfia, il cui nome significa "unione fraterna". Proprio il ponte unisce i due antichi rioni, mentre la Stele sembra invece dividerli e segnarne i confini. Montrone, l'antico villaggio di Monte Roni, era stato fondato nel lontano 982, per volere di alcuni profughi provenienti dalla Grecia. A meno di un chilometro, nel 1071, i normanni fecero sorgere il casale medievale di Canneto. Di questo passato medievale restano i due borghi antichi. La Torre Normanna con i suoi 19 metri di altezza era parte del distrutto castello di Adelfia, costruito da Alfonso Balbiano nel 1153. La Torre serviva per l'avvistamento e per la difesa in caso di assalti come dimostrano le caditoie e le feritoie sul parapetto superiore. Qua attorno dobbiamo immaginarci altre torri, case e palazzi medievali ed oggi perfettamente inglobati nel nucleo storico della città che conserva i tipici vignali, cioè le case costruite a schiera con le rampe di scale, proprio sulla strada, per salire ai piani superiori. Di epoca normanna è la chiesa del Principio, originaria proprio del 1086 e che custodisce un bell'affresco su pietra tufacea, raffigurante la Vergine del Principio, miracolosamente ritrovato in una grotta. Si racconta che un camminamento sotterraneo portava al trecentesco Palazzo Marchesale della famiglia De' Bianchi Dottula. Maestoso e solenne: tra queste pareti, venti saloni di rappresentanza e nei sotterranei, cantine, stalle, depositi, oggi diventati Museo delle Arti e Tradizioni Popolari con gli strumenti, gli oggetti dei mestieri di una volta, ricchi di fascino e di poesia. Merita una visita anche la chiesa di San Nicola, dagli interni e dal soffitto solenne e dove si conserva un dipinto con San Francesco da Paola, attribuito addirittura a Tiziano. Respira aria barocca anche la chiesa dell'Immacolata Concezione che custodisce le reliquie di San Vittoriano. Poco distante, il palazzo del Marchese Domenico Nicolai, patriota mazziniano, liberale e benefattore del borgo di Canneto. Antichissima è anche la chiesa di Santa Maria della Stella, del 1186 intima e accogliente, completamente ristrutturata tra Settecento e Ottocento e che custodisce il dipinto raffigurante la Madonna della Stella. Tra i vigneti, nelle campagne di Adelfia, troviamo una delle più belle residenze fortificate di età barocca, in Terra di Bari, la Casina di Don Cataldo o Castello Fascina, maniero settecentesco con torrette e meraviglioso portale. Nei libri di storia, Adelfia, viene ricordata per il suo tributo di sangue, quando nell'aprile del 1799, vennero uccisi, dall'esercito francese, 83 cittadini colpevoli solo di essersi trovati nelle campagne tra Canneto e Montrone. Adelfia ricorda i suoi uomini che hanno reso illustre il suo passato: un monumento ai Caduti di tutte le guerre ricorda anche la figura di Vittoriano Cimmarusti, Carabiniere e medaglia d'Oro in Somalia. Palazzi di inizio Novecento, in una originale architettura stile liberty, molto decorativa e floreale, che fa bella e nobile la Adelfia di questo secolo. Poi c'è la Adelfia di oggi, con la sua vita e il suo verde, quello della villa e quello del parco, una Adelfia che si proietta in un presente fervido di iniziative e progetti per il futuro.
LA FESTA DI SAN TRIFONE
Vedere e vivere la festa di San Trifone, ad Adelfia: non solo fuochi d'artificio, ma folclore, tradizione, religiosità popolare, fede, preghiera e devozione. Arrivano persino dalla Calabria, dall'Abruzzo e dalla Campania per rendere omaggio e chiedere protezione al Santo. San Trifone è vestito come un soldato romano. Vissuto nel lontano 250 dopo Cristo venne sacrificato al martirio a soli diciotto anni. Visse e morì in Oriente, ma il suo corpo fu poi portato a Cattaro, in Dalmazia e poi a Roma. Alcune reliquie sono custodite anche ad Adelfia, proprio nella chiesa di San Nicola. Una processione singolare, quella di Adelfia, specie quella del 10 novembre, perché vede la presenza di una cavalcata con bambini di Adelfia, vestiti come San Trifone, con tunica, lancia e corazza, quasi segno propiziatorio, come protezione per il bambino che indossa le stesse vesti del Santo. La festa è momento per le processioni ed anche folclore, incontro di gente tra i fumi e i profumi dell'agnello alla brace, appuntamento gastronomico tipico in questa sagra cittadina. Ma il pezzo forte della festa civile è la gara pirotecnica dei fuochi d'artificio, unici ad Adelfia. Oltre sei ore di spettacolo che richiamano appassionati, esperti e cultori della pirotecnia da ogni parte, anche dall'estero. Ce n'è per tutti i gusti, e tutti sono ottimi conoscitori di quelli che, ai profani, possono apparire come semplici botti, specie se sparati di giorno, e quindi privi di luce e bagliori. Qualcuno dice che, anche senza colore, i fuochi sono soprattutto ritmo, suono, sinfonia di bombe e mortaretti, batteria di colpi che rimbomba lontan, di vigna in vigna. Se poi giunge la sera, anzi la notte, il cielo si illumina d'immenso, di scintille e colori che salgono nel cielo, si aprono a ventaglio e scendono, dopo mille acrobazie, come stelle cadenti. Riconoscere e saper dare un voto a questi fuochi pirotecnici, non è semplice. Per collegare la festa di San Trifone ai fuochi pirotecnici occorre risalire al 1918, quando poco prima del 4 novembre, giorno dell'armistizio, si festeggiò con grandi botti la fine della grande guerra, ringraziando e onorando proprio San Trifone. Qualcuno però racconta di una particolare tradizione di fuochisti e di arte pirotecnica, ad Adelfia, specie la famiglia Bruno. Lo spettacolo va avanti fino al botto finale, che rintrona tutti, grandi e piccini, e attira l'applauso.
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Tradizioni Popolari e Feste Religiose |
- Santo Patrono: San Trifone
- Festa Patronale: 10/11 Novembre
- Mercato settimanale: ----
- Etimologia (origine del nome): Deriva dalla parola greca adelphòs, che significa fratello, fratellanza. La città sorse infatti dall'unione dei due vicini comuni di Canneto e Montrone. Gli abitanti si chiamano Adelfiesi.
Dati e Informazioni relativi ai Comuni della Puglia sono presi dai siti ufficiali o Internet in generale
Corso V. Veneto, 122
080-4598111
http://comune.adelfia.bari.it
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