Comune di Alberobello - Cenni Storici

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Alberobello

Il simbolo di Alberobello è uno stemma che rappresenta una maestosa quercia ed un cavaliere che respinge un leone rampante, simbolo del potere feudale. Lo stemma risale al 22 giugno 1797, allorquando fu

 eletto il primo sindaco Francesco d'Amore dopo la liberazione dal giogo f

 

 eudale, avvenuta con decreto Regio il 27 maggio 1797, tale data è importante nella storia dei trulli perché solo da quel momento si poterono cominciar

 e a costruire case con malta e mattoni, dopo secoli di vincoli e disposizioni dei feudatari Conti di Acquaviva. La loro storia inizia nel VI secolo, provenivano

dalla Baviera e si stabilirono in Abruzzo. La loro presenza in Puglia è attestata tra il 616 e il 772, con due cardinali Pampiniano e Stefano Acquaviva e successivamente un dottissimo monaco Alberigo Acquaviva. Nel 1455 il capostipite Giuliantonio I dopo il matrimonio con Caterina del Balzo assume la contea di Conversano. I conti furono dodici. L'ultimo fu Giuliantonio V (1742-1801). I più influenti per le sorti di Alberobello furono: Andrea Matteo, Giannantonio Donato, Adriano, Giulio II, Giangirolamo II il famigerato Guercio di Puglia.
Andrea Matteo (1457-1529) dispose franchigie per chiunque si fosse insediato nella selva, si denominava così il luogo dove sarebbe sorto Alberobello; Giannantonio Donato (1484-1554) sotto il suo dominio si insediarono nella selva quaranta famiglie alle quali furono concesse terre da coltivare. Adriano (1560-1607) diede l'avvio alla costruzione di "casedde" senza malta. La pianta base da quadrangolare, ad una certa altezza assumeva un aspetto rotondeggiante cominciando ad avere la parvenza di trullo. La luce e l'aria entravano soltanto dal varco frontale che rappresentava la porta d'ingresso, sulla parte alta del cono veniva dipinto con la calce un disegno propiziatorio con l'intento di respingere gli influssi malefici.
Giulio II (1609-1616) ricordato come uno dei migliori feudatari fece costruire la prima capella votiva che si rivelò il primo punto di incontro e di svago degli abitanti.
Giangirolamo II il Guercio di Puglia (1600-1665) violento e crudele, fissò pesanti imposizioni agricole e si rivelò un abilissimo esattore di tasse. E' con lui che l'abitato prese consistenza, infatti, per popolare la selva, incurante delle norme del buon vicinato, promette ai contadini che lavoravano alle dipendenze dei feudatari confinanti, l'assegnazione di terre da coltivare e l'esenzione dalle tasse ed emana ordinanze che permettono la costruzione di "casedde" senza malta con l'obbligo di demolirle immediatamente in presenza di regie ispezioni; infatti non si potevano creare insediamenti e abitazioni senza un permesso speciale della corona. Per tale motivo la forma del trullo è un po' speciale, tale che una corda posta intorno al tetto, e uno strattone con l'aiuto di un cavallo, consentivano di demolire l'opera in un sol colpo. Il Guercio pur ponendo i contadini in uno stato molto precario, li sottraeva ai feudatari vicini e la zona si popolò notevolmente. Il già ricordato 27 maggio 1797, Alberobello fu liberata dal giogo feudale e divenne un comune indipendente sotto la giurisdizione della vicina Monopoli. Il decreto reale toglieva il vincolo di fabbricare solo case a trullo. I trulli cominciarono a venire edificati più capillarmente sul finire del secolo scorso, qualche anno dopo l'unificazione dell'Italia e la caduta dei Borboni, del cui regno la Puglia faceva parte. La nuova realtà politica e storica portò a un impoverimento delle proprieta' terriere prima concentrate nelle mani dei nobili fedeli ai sovrani spagnoli.
I TRULLI
I trulli sono esempi di architettura spontanea tramandata dai contadini nel passare dei secoli, sono realizzati a secco in pietra locale con tetto a cono ricoperto di piccole chianche( lastre di pietra calcarea). E' la cupola a cono che rende unici questi edifici, costruita pietra su pietra ad anelli concentrici decrescendo fino al punto più alto dove restera' un foro, chiuso da un monolito circolare su cui s'innalza un pinnacolo la cui forma è ispirata a elementi simbolici, mistici e religiosi.
Il trullo dei contadini diversificava da quello dalle persone più ricche per i vani (dette alcove) o addirittura le costruzioni potevano avere gruppi di trulli per le esigenze abitative e comprendere locali adibiti a custodia degli attrezzi o di alimenti.

Dal Dicembre 1996 i "Trulli di Alberobello" sono stati dichiarati dall'UNESCO Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

Tradizioni Popolari e Feste Religiose

  • Santo Patrono:  San Cosma e Damiano
  • Festa Patronale: 27 Settembre
  • Mercato settimanale:-----
  •  Etimologia (origine del nome): Alberobello, il cui nome deriva da Sylva Arboris Belli (selva dell'albero della guerra), un querceto che anticamente ricopriva l'intera zona.

Dati e Informazioni relativi ai Comuni della Puglia sono presi dai siti ufficiali o Internet in generale

Piazza del Popolo, 31
080-4325829
http://www.comune.alberobello.ba.it/
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