Comune di Oria - Cenni Storici
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Oria |
Fondatori della città furono i Greci nel 1200 a.C. (secondo la leggenda, i Cretesi, naufragati durante il ritorno in patria) in un sito frequentato dal Paleolitico, che chiamarono Hyria. Successivamente, grazie alla posizione geografica che consentiva il controllo delle comunicazioni fra Taranto e Brindisi, diventò il vero capoluogo della Messapia. Divenuto municipio romano - con il nome di Uria -, ebbe rilevanza strategica e fama (pare che avesse la protezione di Cicerone; e che vi avesse fatto sosta San Pietro); fu a lungo contesa tra Goti, Bizantini e Longobardi. Agli inizi del 900 fu conquistata dai Saraceni, che deportarono gli abitanti vendendoli come schiavi (tra di loro c'era il fanciullo Shabbtaj Abraham Donnolo - al quale è stata intitolata una piazzetta) Dopo l'effimera riconquista da parte di Ottone di Germania, nel 977 i Saraceni rasero al suolo la città e deportarono tutti gli Oritani in Sicilia. Sotto i Bizantini, prima, e i Normanni, successivamente, la città rifiorì: data la sua posizione geografica, ogni nuovo dominatore la fortificava per garantirsi il controllo del territorio. Ma la vera svolta (per l'intera penisola, del resto) avvenne con Federico II, che vi fece costruire, tra 1227 e 1233, il castello che, con i successivi interventi, diventò uno dei più suggestivi e sontuosi: "un gigantesco gioiello di pietra", lo definì il Bourget. Nel 1222 San Francesco d'Assisi, di ritorno dalla Terra Santa, fondò un convento. Nel Medioevo fu abitata da una solerte comunità ebraica, che, accanto allo sviluppo commerciale, vi favorì quello letterario e scientifico; e costituì il centro più famoso della civiltà ebraica dell'Italia meridionale. Conquistata dagli Angioini, fece parte dei possessi del principe di Taranto e più tardi di quelli dei Del Balzo Orsini, dei Bonifacio, dei Borromeo e degli Imperiali. Partecipò attivamente alla preparazione dei moti risorgimentali.
Curiosità
Oria Fumosa tra storia e leggenda: Nel periodo di costruzione del castello (1225-1233) o a quello ancora più antico della costruzione delle mura che circondavano la città, si deve la famosa leggenda di "Oria fumosa".La città, agli occhi di chi giunge dai centri limitrofi, appare spesso avvolta da una leggera nebbiolina che rende il suo paesaggio quasi fiabesco. Intorno a questo fenomeno naturale, si è sempre sbizzarrita la fantasia popolare, dando vita alla leggenda. Una versione romantica esalta l'eroismo di una fanciulla che si trafisse il seno o si gettò da una delle torri del castello per sfuggire ai desideri del castellano.
Secondo la tradizione popolare, fu una madre disperata - alla quale fu strappata la figlia, immolata per bagnare con il suo sangue (così come avevano consigliato gli oracoli) le mura del castello o della città ed evitare così che crollassero - ad imprecare contro il territorio: "Possa tu fumare Oria, come fuma il mio cuore esasperato", urlò a squarciagola la povera donna.
Nacque così la leggenda che ancora oggi gli anziani ricordano con una struggente nenia: "A Oria fumosa 'ccitera 'nna carosa, tant'era picciredda, ca si la mintera 'mposcia" (Ad Oria fumosa, uccisero una bambina così piccola che potevano metterla in una tasca).Una leggenda, unita ad un fenomeno atmosferico legato alla posizione della città, che ha contribuito a rendere famosa questa terra in tutto il Mezzogiorno dove l'antica nenia è conosciuta.
Torneo Dei Rioni Trae origine dal bando che l'Imperatore Federico II (quattro Rioni d'esta Cittate d'OREA: Castello, Judea, Lama et Sancto Basilio, secondo nostra lege et bona usanza d'homini d'arme) volle emanare nel 1225 durante un periodo di permanenza ad Oria. Atletie Cavalieri appartenenti ai 4 Rioni si sfidano in durissime prove di stampo medievale Valide per l'assegnazione dell'ambito "Palio":Per vincere il Palio gli atleti dei quattro rioni dovranno conquistare il maggior numero di punti durante cinque prove (ariete, botte, forziere, gara del ponte, velocità e destrezza), il cui ordine di svolgimento viene sorteggiato poco prima dell'inizio del Torneamento." I rioni sono: IL CASTELLO_ Questo rione deve il suo nome alla presenza, nel suo territorio e sul colle più alto della città, dell'imponente maniero federiciano. RIONE JUDEA Questo rione deve il suo nome alla presenza, nel suo territorio, di una fiorente colonia di Ebrei, volgarmente detti Giudei. RIONE LAMA Questo rione deve il suo nome al fatto che in, parte, è situato sulla "Lama", la pianura verso la quale confluivano le acque defluenti dal colle del castello. RIONE SAN BASILIO Questo rione deve il suo nome alla presenza, nel suo territorio, del Colle San Basilio. Il Santo, fondatore del più antico ordine monastico - quello dei basiliani - si stabilì ad Oria, fondando un cenobio che divenne il centro della chiesa oritana di rito greco.
Santuario di San Cosimo alla Macchia
Le origini del santuario risalgono al VIII° secolo e sono legate alla venuta in Oria dei Monaci Basiliani, costretti a fuggire dai loro conventi del Medio Oriente a causa della mania iconoclasta dell'imperatore Leone III° l'Isaurico che, nel 727, emanò un editto con il quale quale venivano perseguitati tutti coloro i quali adoravano le immagini sacre considerate veri e propri idoli. Molti fedeli, con alla testa il Papa, si opposero all'editto e tra questi anche alcuni monaci basiliani che, dopo un lungo peregrinare, raggiunsero la penisola salentina disperdendosi nelle sue campagne. Oggi luogo di Culto facente parte della diocesi di Oria il santuario è visitato da migliaia di persone devote ai Santi Medici Cosma e Damiano.
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Tradizioni Popolari e Feste Religiose |
- Santo Patrono: San Barsanofio
- Festa Patronale: 29 Agosto
- Mercato settimanale: Mercoledì-
- Etimologia (origine del nome): Da Hyria, poi Uria e infine Orra (medioevale). Gli abitanti si chiamano Oritani.
Dati e Informazioni relativi ai Comuni della Puglia sono presi dai siti ufficiali o Internet in generale
Via Epitaffio
0831-840407
http://www.comune.oria.br.it
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