Comune di Ostuni - Cenni Storici

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Ostuni

Ostuni è stato abitato sin da epoche molto più antiche, come dimostrano l'importante insediamento preistorico nei pressi della cripta di S. Maria d'Agnano, presso l'omonima masseria, in cui sono stati rinvenuti i resti di una giovane donna del paleolitico (circa 24.000 anni fa), e le numerose grotte in cui sono stati rinvenuti reperti ceramici e ossei, gli insediamenti neolitici di Lamaforca e San Biagio, e quello di Morelli che ha restituito reperti dell'età del bronzo. Intorno all'anno Mille, c'erano ad Ostuni quattro porte, di cui oggi sono visibili solo Porta Nova e Porta San Demetrio, unite tra di loro da una strada circolare che correva lungo le mura e i bastioni per chiudersi nella piazza del Moro, che nel Medioevo era il centro della vita commerciale e politica del paese. Allo stesso periodo risale la costruzione, da parte di Ruggero II il Normanno, del castello, dove ora sono il palazzo vescovile, la Cattedrale e numerose abitazioni. Della città medievale resta in Ostuni un'insula omogenea, il Rione Terra, tuttora perfettamente funzionale. Il suo massimo sviluppo urbanistico avvenne nel Rinascimento, allorché all'architettura medievale si affiancarono numerosi edifici riconoscibili per i caratteristici portali con cornici architravate (di cui è un esempio quello della chiesa dello Spirito Santo, del 1637). Il centro cittadino si è spostato da piazza del Moro a piazza Libertà, dov'è il Municipio (nell'ex Convento dei Francescani) e dove fu innalzata, nel 1771, da Giuseppe Greco di Ostuni, la colonna di Sant'Oronzo, alta circa 20 metri, che ha in cima la statua del santo benedicente e, a mezz'altezza e ai quattro angoli, i simulacri dei santi Biagio, Gaetano, Irene e Lucia. L'attuale fisionomia urbanistica di Ostuni non è molto differente da quella di tre secoli fa, quando la città si sviluppò verso i vicini colli di Casale, Cappuccini, Sant'Antonio, Molino a Vento.
La Cattedrale, dalla bella facciata in stile gotico-romanico, richiese per la costruzione circa mezzo secolo; i lavori, iniziati verso la metà del sec. XV, terminarono nei primi decenni del secolo successivo. L'accesso alla chiesa è dato da tre portali con archi ad ogiva, sui quali si aprono tre rosoni, di cui decoratissimo, con figure degli Apostoli, è quello centrale. Ha un notevole coro ligneo, opera del sec. XVII. In via Pepe è la chiesa dell'Annunziata, ricostruita dai Francescani nel XVIII secolo su una chiesa medievale (S. Maria della Carnara), ad impianto basilicale simile a quello della Cattedrale. Pregevoli i pannelli del coro del 500, scolpiti in legno e laccati, e la volta della cappella del Crocefisso, con le immagini degli Evangelisti e dei dottori della Chiesa, sole testimonianze della chiesa medievale.
Al protettore Sant'Oronzo
è dedicato anche un santuario che è sul Monte Morone, in cima alla strada dei colli, ricostruito verso la metà del sec. XVII inglobando una grotta carsica che ha un'immagine della Vergine affrescata su una parete. Oltre il colle di S. Oronzo, in contrada Rialbo, sono i ruderi del santuario di San Biagio, sovrastante un insediamento rupestre medioevale con cripta dedicata al Santo, che vi si sarebbe rifugiato dopo essere stato il vescovo di Sebaste.
A Villanova
, lungo l'antica via Traiana, sulla splendida costa ostunese, vi è il porto con la grande torre del sec. XV, edificata forse in alternativa alle mura fatte costruire dagli Angioini verso la fine del XIII secolo; nei pressi sono stati rinvenuti reperti di età ellenistica e romana.
La cavalcata di Sant'Oronzo è la festa più attesa ed importante di Ostuni. Ogni anno il 25, 26 e 27 di agosto, sono giorni dedicati al Santo: un corteo di cavalli e cavalieri bardati a festa, sfila per le vie cittadine a scorta del protettore della città. Le origini della cavalcata erano incerte fino a pochi anni addietro. Si possono oggi far risalire, con buon margine di sicurezza, alla seconda metà del diciassettesimo secolo, precisamente al 1657. La peste invase il Salento risparmiando Ostuni ed altre città di Terra d'Otranto. Il miracolo venne attribuito a Sant'Oronzo ed ogni 26 agosto gli ostunesi vollero recarsi in processione al santuario eretto in suo onore. Lì prelevavano la statua in cartapesta raffigurante il Santo(in seguito la statua fu realizzata in Argento e commissionata da un Nobile di Ostuni DON PIETRO SANSONE per la sua realizzazione avvenuta a Napoli, fu incaricato Luca Boccaro) e la portavano a spalla nella piazza del paese. Spesso gli addobbi sono tramandati di generazione in generazione così come i gesti e i piccoli indispensabili segreti. L'intero nucleo familiare si dedica alla vestizione, spesso aiutato da parenti e amici. Uno degli addobbi più importanti, è costituito dal bellissimo mantello arabescato con centinaia di paillettes applicate una ad una con certosina pazienza. La vestizione continua con finimenti e fregi di vario tipo e grandezza. Anche il cavaliere indossa l'uniforme costituita dal chepì e da una casacca che ricordano i motivi del mantello del cavallo e da pantaloni bianchi. La vestizione del cavaliere è anch'essa molto accurata e ricorda per certi aspetti, quella del torero. Gli ultimi dettagli, i guanti bianchi, il frustino ed ecco cavallo e cavaliere diventare un'unica entità. Il nostro cavaliere con la sua cavalcatura, si avvia come tutti gli altri, verso il punto di incontro, piazza Cattedrale, inerpicandosi lungo l'omonima salita. Una volta arrivati in piazza cattedrale, cavalli e cavalieri attendono che la statua di Sant'Oronzo venga portata fuori dalla chiesa madre.
La Città Bianca
Ostuni è denominata la città bianca per le caratteristiche abitazioni imbiancate a calce fino sui tetti. Questo costume ha rivestito anche un ruolo di molta importanza in ambito storico, infatti le abitazioni venivano imbiancate, a partire dal XVII sec., con la calce perché venne visto come l'unico modo per evitare che la peste, dilagasse nella cittadina ed il contagio aumentasse sino a portarne la distruzione. Questo uso della calce per imbiancare le abitazioni nel centro storico rientra tuttora in quelle che sono le peculiarità della cittadina ed è una caratteristica che la rende riconoscibile e indimenticabile.
Oltre alle bellezze naturali,  di cui il Turista si avvede...Ostuni è anche caratterizzato da immense distese coltivate ad Ulivi Secolari,(i loro tronchi opulenti e nervosi ricordando delle sculture artistiche naturali),  vigneti  e Mandorleti, dai quali, si produce ottimo Olio, buon  Vino e Mandorle; quest'ultime vengono utilizzate dai  maestri fornai per  realizzare  dolcetti tipici del luogo.

Tradizioni Popolari e Feste Religiose

  • Santo Patrono: Sant' Oronzo San Biagio
  • Festa Patronale: 26 Agosto 3 Febbraio
  • Mercato settimanale: Sabato -
  • Etimologia (origine del nome): Potrebbe derivare dal greco 'Astu néon (città nuova). Gli abitanti si chiamano Ostunesi.

Dati e Informazioni relativi ai Comuni della Puglia sono presi dai siti ufficiali o Internet in generale



Piazza della Libertà, 68
   0831-30711   
http://www.comune.ostuni.br.it
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