Comune di Calimera - Cenni Storici

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampa

Calimera

Pare che sia stata costruita dai Greci sul luogo dove sorgeva il Casale Centopozzi distrutto da Pirro. Come molti altri centri salentini fu coinvolta nelle scorribande dei Saraceni, dalle quali riportò lutti e distruzioni. Fu infeudata dapprima ai baroni Bucali (1500), noti fra i feudatari dell'epoca per il loro dispotismo e l'esosità fiscale; successivamente appartenne al marchese Giovanni Del Monte, a don Luigi Trani (1649), al principe Fabio Marchese, al duca Lorenzo Brunassi, e nel 1748 al marchese Gudaleta, altro campione di prepotenza e avidità nel governo del feudo. Con l'abolizione del feudalesimo la città rifiorì in quasi tutti i campi. Nel corso del Novecento si sono particolarmente affermate le attività agricole e quelle artigianali; dalla metà degli anni Sessanta queste ultime hanno assunto caratteristiche industriali nei comparti manifatturieri delle confezioni e della lavorazione del legno e della pietra.
Cosa vedere
Chiesa Parrocchiale o di San Brizio

E' un ampio edificio sorto nel sec. XVII sulle rovine di un tempio più antico. Ha prospetto rettangolare e l'interno a croce latina con nove altari, alcuni dei quali dotati di tele di valore, come il primo a destra, il cui dipinto viene attribuito al Catalano. L'altare del braccio sinistro della croce latina ha una nicchia con l'immagine di San Brizio, protettore del paese. Alle spalle della chiesa sorge un massiccio campanile a quattro piani.
Chiesa della Madonna di Costantinopoli (detta anche di Santa Lucia)
Negli anni '70 la chiesetta è stata abbattuta per l'edificazione di uno stabile, all'interno del quale si conserva, in un vano apposito, l'affresco di scuola bizantina, datato 1603, dedicato alla Madonna di Costantinopoli. L'affresco testimonia la convivenza del rito greco e di quello latino nella rappresentazione pittorica degli abiti talari dei due vescovi effigiati, l'occidentale S.Eligio e l'orientale S.Elia.
Dolmen Placa
Nei dintorni di Calimera si trovano numerosi monumenti megalitici, fra cui i dolmen, monumenti sepolcrali costituiti da tre o più lastre conficcate nel suolo e sormontate da un'altra lastra di dimensioni maggiori, poggiante sulle prime.A 3 Km. dal paese, sulla strada che porta a Melendugno, addentrato di un chilometro sulla destra, si trova il famoso Dolmen Placa, scoperto da Giuseppe Palumbo.
 Stele
La Stele, opera del IV sec. a.C., è stata generosamente donata da Atene a Calimera nel 1960. (Nel 1957, l'allora Sindaco di Calimera, Giannino Aprile, aveva indirizzato al Sindaco di Atene una lettera chiedendo un avanzo architettonico o, almeno, un sasso dell'Acropoli come simbolo della comune origine e di un'ideale continuità di rapporti). E' di puro marmo attico e proviene dal Museo Nazionale di Atene. Reca incise le parole Patroclia di Proclide da Atmon, località presso Marussi, nei sobborghi di Atene, dove venne rinvenuta. La Stele, di fattura perfetta, con un bassorilievo rappresentante il Saluto di Patroclia, è sormontata da una palmetta ed è ornata di fiori simboleggianti la serenità rassegnata della morte. E' uno dei migliori esemplari di monumenti funebri conosciuti: per la sua perfetta armonia incanta chi la guarda anche se il bassorilievo centrale è un po’ corroso dal tempo e il fusto, rotto trasversalmente, è saldato.E' sistemata nei Giardini Pubblici in una edicola in pietra viva di Soleto.
MUSEO DI STORIA NATURALE DEL SALENTO
Unico nel suo genere in Puglia il Museo di storia naturale del Salento rappresenta, fin dalla sua costituzione, un centro di studio e di protezione dell'ambiente, della flora e della fauna nel territorio salentino. In oltre venti anni di appassionata attività ha instaurato proficui rapporti di collaborazione con importanti università e organizzazioni in Italia e in Europa.
La festa dei Lampioni oggi di San Luigi
Un tempo, la festa, di origini pagane, era la festa del solstizio d’estate,oggi   è dedicata a San Luigi.
I ragazzi,  per circa tre mesi lavoravano per realizzare, con materiali poveri  i lampioni, che durante la festa venivano  esposti ed illuminati con candele. Potevano rappresentare figure geometriche o navi, stelle.. Era una gara tra rioni. Oggi i lampioni sono realizzati, dai soci della proloco, utilizzando le stesse tecniche con la variante delle lampadine al posto delle candele.
Economia Le attività economiche dominanti sono l'industria delle confezioni e quella della lavorazione della pietra, alle quali s'aggiungono l'olivicoltura e l'artigianato.

Tradizioni Popolari e Feste Religiose

  • Santo Patrono:  San Brizio e Maria SS. di Roca
  • Festa Patronale: 29 Luglio
  • Mercato settimanale: -----
  • Etimologia (origine del nome): -E' di evidente origine greca: kalè emèra (= buon giorno). Gli abitanti si chiamano Calimeresi.

Dati e Informazioni relativi ai Comuni della Puglia sono presi dai siti ufficiali o Internet in generale

Piazza del Sole, 11
 0832-8701 
 0832-872266 
http://www.comune.calimera.le.it
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.