Comune di Castri di Lecce - Cenni Storici

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Castri di Lecce

Castrì di Lecce, nel 1353, divenne di proprietà delle famiglie dei Lettere e dei Condò che divisero l'abitato in due paesi distinti. In seguito la proprietà dei Lettere passò nel 1396 ai Francone e la restante parte, nel 1452, ai Guarino, mentre il nome del paese cambiò in memoria dei proprietari in Castrifrancone e Castriguarino.
A Castrì ne restano testimonianze evidenti, due menhir chiamati: 'Della Luce' e 'Croce', di cui il primo sorge nelle vicinanze di una Cappella intestata alla Madonna della Luce, ed il secondo sulla strada che conduce a Pisignano.
A Castrì, il palazzo baronale, è dei Guarino, ha l'impianto dell'edificio fortificato del '500. Durante le opere di ammodernamento fu costruito un portale con loggia sovrastante che alleggerisce nello stile l'austera facciata.
Da ricordare anche la Chiesa Parrocchiale dedicata a S. Maria della Visitazione, incompleta nel prospetto, perché manca parte del secondo ordine. Nel 1734 fu costruita la Chiesa di S. Vito seguendo lo stile del Borromini. Nel suo interno, l'altare presenta una tela dedicata alla Madonna del Rosario.
Antichi Mestieri
I Frantoiani : 
il trappeto è un locale dove veniva effettuata la molitura delle Olive. Costituiti da 1/2  o tre macine cilindriche di pietra durissima locale, del diametro di 1,30 1,50m. Queste macine erano disposte vertivalmente e collegate tra di loro da un asse di legno alla cui estremità veniva attaccato un asino o un cavallo. Ogni volta che l'animale tirava la macina , questa muovendosi  frantumava le olive che erano state sistemate precedentemente un grande vascone sempre di pietra. Con delle palette, il succo veniva spinto sotto la macina per essere triturato in modo omogeneo. L'impasto in seguito veniva sistemato in un recipiente di legno. Con la pasta ricavata  si riempivano i fiscoli (che eranoa dei cechi di giunco con un foro al centro)sistemati uno sopra l'altro, su di una base di pietra a forma circolre che aveva intorno una scanalatura per far uscire l'olio quando veviva spremuto a forte pressione dai torchi. L'olio che usciva veniva messo a posare ed in seguito travasato in appositi contenitori. I vari passaggi, semplificati per ragioni di spazio erano assai più laboriosi, svolti da più persone in turni alternati,  e anche gli attrezzi utilizzati erano molteplici. Ora certamente con l'avvento del progresso i macchinari hanno semplificato tutto, ma alcuni passaggi sono rimasti inalterati e l'olio certamente rimane di ottima qualità.

Tradizioni Popolari e Feste Religiose

  • Santo Patrono:  San Vito
  • Festa Patronale: 15 Giugno
  • Mercato settimanale: ----
  • Etimologia (origine del nome): -Il nome del paese deriva dal latino castrum (rocca, fortezza). Dopo essersi chiamato Castri per la presenza di due "castri", il paese assunse nel 1891 il nome di Castrì. Successivamente il nome venne nuovamente modificato nella attuale dizione di Castri di Lecce, che è il nome ufficiale del comuneMalgrado ciò il paese continua a essere conosciuto come Castrì, salvo rarissime eccezioni. Gli abitanti si chiamano Castrisani.

Dati e Informazioni relativi ai Comuni della Puglia sono presi dai siti ufficiali o Internet in generale

Via Roma, 45
 0832-826451 
http://www.comunecastri.le.it
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