Comune di Giurdignano - Cenni Storici

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Giurdignano

In un territorio di antichissimo insediamento umano, sorse nel Medioevo ad opera dei feudatari Alfarano Capece, intorno a un fortilizio, che probabilmente era stato edificato su avanzi di costruzioni messapiche e che fungeva da avamposto militare di Otranto. E da questa dipese nel corso dei secoli. Nel Novecento progredì notevolmente grazie alle opere di bonifica della zona paludosa e malarica.
La cripta di San Salvatore, considerata la più interessante tra le strutture rupestri del gruppo idruntino. Alla fine degli anni '80, durante un intervento di restauro, vi fu l'imprevisto rinvenimento di numerose sepolture, tutte ormai violate e prive di resti mortali e/o corredi funerali di qualsiasi tipo, costituente una vera necropoli, scavata nel banco tufaceo. Tale rinvenimento e l'assenza di sufficienti risorse economiche imposero la scelta di provvedere ad una copertura provvisoria per proteggere dagli agenti atmosferici il banco tufaceo della cripta e della necropoli.
L'abbazia di Centoporte.
L'impronta dei monaci italo-greci a Giurdignano, è molto profonda. Oltre al San Salvatore, infatti, vi è la piccola cripta di Vicinanze e, soprattutto, l'abbazia di Centoporte. È detta cento porte o Centoporte per le numerose finestre ancora visibili nei suoi ruderi. Di forma basilicale a tre navate divisa da dieci pilastri, senza croce, con una sola abside in fondo alla nave mediana, ed era preceduta da un vestibolo o pronao di forma rettangolare. Il presbiterio era collocato nella nave mediana dinnanzi all'altare maggiore; ed un muricciolo chiudeva il coro e gli amboni. Le pareti erano intonacate e dipinte a fresco, come nella chiesa di San Nicola di Casole. La facciata terminava in alto a frontone ed una finestra trifora illuminava la nave mediana e le dodici finestre erano aperte nei muri laterali della stessa nave sopra gli archi sorretti dai pilastri. Il tetto era a due spioventi, come nella chiesa di Santa Maria di Cerrate, coperto di tegole sorrette da una travatura in legname; le navi laterali avevano una sola falda. Dalla facciata sotto la finestra trifora poi scendeva un'altra tettoia inclinata che copriva il vestibolo.
Tre porte mettevano dal pronao nell'interno del tempio, una per ciascuna nave e tre finestre erano aperte nella parete semi cilindrica dell'abside. Un'altra porta metteva in comunicazione la nave sinistra con una stanza che forse faceva parte del cenobio brasiliano.
Recenti studi condotti dal Prof. Paul Arthur testimoniano l'uso prolungato dell'abbazia che, dopo il secolo XII fu riutilizzata come chiesa, ricavata all'interno dell'abside. L'importante centro era collegato con la vicina San Nicola de Casulis.
Cosa vedere
la Chiesa Matrice ed il castello o palazzo baronale.
Dedicata a San Rocco che salvò Giurdignano dalla peste del '600, fu costruita in stile barocco su iniziativa del sindaco Ippazio Vilei nel 1705 al posto dell'antica chiesa di San Salvatore.
La facciata, alquanto sobria, si presenta divisa in due ordini da lesene. Ai lati del portale d'ingresso si notano due nicchie con le statue di San Rocco e San Vincenzo. L'interno conserva una ricchissima quadreria con tele di Saverio Lillo e Gaspare de Giovanni di Galatina. La colonna di San Rocco fu eretta come ex voto nel 1772 dal capitano di una nave che ebbe salva la vita da una terribile pestilenza la quale aveva decimato l'equipaggio.
Il Castello, poi trasformato in palazzo baronale, mostra i segni del suo percorso edilizio durato due secoli. Del nucleo originale cinquecentesco restano un toro marcapiano ed una leggera scarpartura, tutto il resto è settecentesco.
Notevoli sono gli esempi di architettura civile e popolare che si possono incontrare a Giurdignano, quali palazzo Greco, oppure numerose case a corte.
Sempre nel centro cittadino vi sono i menhir gemelli di Vico Nuovo (foto a sinistra), il menhir Croce della Fausa, posto su di un basamento circolare e quello di Santa Maria di Costantinopoli, affianco alla omonima chiesetta. Fuori dall'abitato troviamo lo splendido frantoio ipogeo denominato "Trappeto del duca".

Tradizioni Popolari e Feste Religiose

  • Santo Patrono: San Rocco
  • Festa Patronale: 16 Agosto
  • Mercato settimanale: Mercoledì
  • Etimologia (origine del nome): E' di origine messapica, dal significato oscuro; secondo alcuni il termine "giurdignano" era usato nei canti preparatori al combattimento. Gli abitanti si chiamano Giurdignanesi.

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Via Roma
 0836-813003 
http://www.comune.giurdignano.le.it
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