Comune di Lecce - Cenni Storici

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampa

Lecce

Maggiore centro culturale della penisola salentina e sede di un'antica università, è posta a 11 chilometri dalla costa adriatica e a 23 da quella ionica  nel cuore di un'area densamente urbanizzata.
Centro particolarmente attivo nei settori dell'industria agricola (olio e vino) e della ceramica, è la città dove più elaborato è stato lo sviluppo dell'arte barocca  in pietra leccese, un calcare malleabile e molto adatto alla lavorazione con lo scalpello Per questa ragione si parla di Barocco Leccese e per la bellezza dei suoi monumenti la città è definita la Firenze del Sud.
La leggenda tramanda che già prima della guerra di Troia  esistesse Sybar, città messapica che, dopo l'avvento degli Japigi, e la successiva conquista romana nel III secolo a.C. latinizzò il suo nome in Lupiae, passando da statio militum (stazione militare) a municipium (comunità cittadina affiliata a Roma). Conobbe un periodo di notevole magnificenza sotto la guida dell’ImperatoreMarco Aurelio Il nucleo cittadino si poi spostò di circa 3 km a nord-est e prese il nome di Licea o Litium. La nuova città fiorì in epoca adrianea e venne arricchita di un teatro e di un anfiteatro e collegata al Porto Adriano (oggi San Cataldo). Dopo una breve parentesi dei Greci, fu saccheggiata da Totila, re Ostrogoto, e nel 542 e nel 549 rimase sotto il dominio dell'Impero Romano D'oriente per cinque secoli. Successivamente, dal VI sec.  d.C. in poi, si avvicendarono i Saraceni, i Greci, i Longobardi, gli Ungari e gli Slavi.  Fu la conquista Normanna a far rinascere Lecce, quale centro commerciale, ed estese il suo territorio sino a diventare capoluogo del Salento. Infatti, il primo conte di Lecce fu Tancredi  che era il figlio del Duca Ruggero di Puglia ed anche Re delle due Sicilie. Ai Normanni seguirono gli Svevi e gli AngioiniA partire daGoffredo D'altavilla.  (1053) i conti normanni vi tennero corte.
Dal 1463 fu soggetta al Regno di Napoli sotto la monarchia aragonese. In questo periodo si sviluppò nei traffici commerciali coi mercanti fiorentini, veneziani, greci, genovesi, albanesi; e fu importante centro culturale. Nel 1480 riuscì a respingere i Turchi che avevano conquistato Otranto. Nel Cinquecento divenne una roccaforte degli Spagnoli, che edificarono nuove mura, di cui oggi restano pochi tratti, e il castello voluto da Carlo V come difesa dalle incursioni turche. Fu in epoca spagnola che Licea s'arricchì di chiese e costruzioni civili, espressione del cosiddetto "barocco leccese": con edifici dalla struttura prevalentemente classica ma le cui superfici sono rese mirabilmente plastiche dall'uso architettonico e scultoreo della "pietra leccese", un calcare marnoso dal colore caldo, lavorabile a scalpello. Nel Settecento nacquero scuole di matematica e di diritto e fiorirono gli studi economici e politici. Il Cinquecento e il Seicento rappresentarono i secoli della maggiore crescita demografica, tanto da diventare la più popolosa città della Puglia. Durante il periodo borbonico la città patì la sua più lunga crisi; il potere politico ed economico fu saldamente tenuto dalla nobiltà terriera, nonostante i tentativi di rivolta popolare del 1821, 1848 e 1860. La borghesia colta e ricca, che diventerà classe dirigente dopo il 1860, venne alla ribalta durante il decennio francese. Nel 1927 si costituì la provincia di Lecce, staccandosi da Taranto e Brindisi. Nel 1956 viene fondata l'Università degli Studi di Lecce. Il 1979 esce in edicola il Quotidiano, giornale a forte impronta locale. Gli anni Novanta vedono la celebrazione del primo maxiprocesso contro le organizzazioni di stampo mafioso, che ricostruirà la ramificazione del fenomeno dagli anni Settanta e dimostrerà che "nella Puglia nel suo complesso, e a Lecce in particolare, questi fenomeni non hanno radici profonde nella società civile". "L'istituzione della DDA di Lecce, insieme con le strutture specializzate delle forze dell'ordine e il potenziamento degli strumenti legislativi antimafia, porteranno allo smantellamento dell'organizzazione"(Censis).
Da visitare:
Il monumento che più  illustra la Lecce barocca, è la basilica di Santa Croce, che risale al 1549 e fu terminata  nel 1689, il cui restauro ha restituito il monumento in tutto il suo straordinario splendore. A Lecce vi è anche il Duomo, costruito nel 1144 e  nel 1230, a croce latina, a tre navate divise da pilastri e da semicolonne, è arricchito da dodici altari,  con il campanile alto circa 68 metri e  l'attiguo Palazzo del Seminario del 1694-1709.
Altri monumenti del barocco leccese sono: l'anfiteatro romano, di notevoli dimensioni, Piazza S.Oronzo con la statua del santo, il Sedile o Palazzo del Seggio, eretto nel 1592, il Palazzo del governo, ex convento dei Celestini e le numerose chiese: tra le più importanti quella di Santa Chiara, con un ricco portale su una facciata elegante, la chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo, eretta dai Normanni ma completata con una facciata barocca, e la chiesa dei Teatini.
Varcata la cinta muraria, che racchiude il centro storico, ci si trova con gli occhi all'insù, per ammirare Porta Rudiae, venne chiamata così perché da essa iniziava la strada per la città di Rudiae, Porta Napoli conosciuta anche come Arco di Trionfo, sorge nell'omonima piazza o Obelisco e Porta San Biagio che risale al 1700. Lecce è conosciuta anche per l'artigianato della cartapesta.

Tradizioni Popolari e Feste Religiose

  • Santo Patrono: Sant'Oronzo, San Giusto e San Fortunato
  • Festa Patronale: 26 Agosto
  • Mercato settimanale: Lunedì
  • Etimologia (origine del nome): Dal messapico Lupia di significato oscuro. Gli abitanti si chiamano Leccesi.

Dati e Informazioni relativi ai Comuni della Puglia sono presi dai siti ufficiali o Internet in generale

Via Rubichi
 0832-682111 
http://www.comune.lecce.it
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.