Comune di Minervino di Lecce - Cenni Storici

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Minervino di Lecce

Sembra che l’ipotesi più accreditata sarebbe quella che Minervino sia di origine Romana; tale idea è avvalorata non solo dalla presenza in loco di antiche vestigia di tale periodo, ma, inoltre il rinvenimento di una strada la cui pavimentazione è molto simile a quella della via Appia, che da Roma si estendeva fino a Brindisi, è, senza dubbio, l’espressione della permanenza di un nucleo romano nel Paese. Le ricerche storiche ed archeologiche suggeriscono un moltiplicarsi di insediamenti o villaggi-casali avvenuto prima della conquista normanna della Puglia, terminata con la caduta di Bari nel 1071.Sappiamo che il Casale era posseduto nel 1269 dal signor Ruggero Sambiasi, di una famiglia forse originata dalla potente Casa dei Sanseverino. Dal re Filippo fu successivamente donato a Ugone Billotta, dopo averlo sottratto a Giordano de Paleano. Al tempo di Carlo II d’Angiò, Ruggero Maramonte possedette parte del Casale, rivenduto dalla stessa famiglia ai Gargano nel 1584. Nel 1378, troviamo il Casale in mano a Nicolantonio de Frisis, nobile famiglia leccese già testimoniata nell’epoca di re Manfredi. Nel XIV secolo anche i Prato possedevano parte del casale.Minervino cominciò a popolarsi nei primi decenni del 1500; troviamo, infatti, che nel 1532 contava 95 fuochi (famiglie) corrispondenti a circa 475 abitanti. Esso fu feudo della Famiglia Filomarini, duchi di Cutrofiano, fino al 1619, anno in cui il feudo fu acquistato per 119.000 lire dai Signori Venturi ai quali venne riconosciuto, poi, il titolo ducale.Nei tempi passati a Minervino oltre ai Venturi vi furono moltissime famiglie gentilizie, le più note furono quelle di Morì della Gatta, di Scarciglia e Urso; Basalù (Specchia Gallone), Pasca (Cocumola), Spagnolo (Cerfignano). Fino al 1650 l’attuale Minervino era divisa in 16 "borghi" tra i quali Borgo Minervino, Borgo Murtole, Borgo Giudecca ed altri. Ogni borgo contava dalle 50 alle 100 persone. D’altronde, questi borghi altro non erano che delle masserie. Il Borgo più importante dei sedici era quello detto "Borgo Minervino", una masseria che andava da Piazza S. Pietro alla Chiesa Madre e contava 150 abitanti.Minervino è sempre stato una sorta di capoluogo delle zone limitrofe e questo predominio del paese sulle frazioni è così antico che i Minervinesi lo vollero perfino scritta a perpetua memoria, sull’architrave della porta situata ad occidente della Cappella di S. Pietro. " Comu lu lione et lo re della nimali /cu si Menerbino et lore de li casali. A.D.M.CCCCLXXIII" Essa, tradotta in italiano, ha questo significato:"Come il leone è il re degli animali,così Minervino è il re dei casali.A.D.M.CCCCLXXIII"
Sotto, vi è disegnato un castello merlato e ai lati due chiavi a croce di S. Francesco e vi si legge: "Regnando Re Ferdinando". Infatti, Ferdinando I d’ Aragona aveva fatto costruire lì una fortezza per opporre un ostacolo e una difesa all’ invasione dei Turchi i quali, però, come abbiamo già detto precedentemente, distrussero tutto. Era rimasto solo una torre che sosteneva uno degli spigoli del castello, ma fu demolita nell’ ampliamento della piazza, fra il paese e la Chiesa di S. Pietro.
Cosa vedere
La Chiesa Matrice,  dedicata a San Michele Arcangelo,
è una delle piu' belle chiese rinascimentali del Salento. Edificata   intorno alla metà del 1500, era considerata e lo è tuttora una Chiesa destinata a raccogliere e tenere unita tutta la popolazione.
Il Palazzo Venturi,   munito di canditoie che servivano a difendersi dagli attacchi dei nemici. Di particolare valore artistico è il portale bugnano sul quale troneggia  lo stemma dei Venturi.
Del secolo XVII è pure   il Convento, con la Chiesa annessa (di Sant'Antonio), dei minori   Osservanti Riformati (1624-1628). Detta Chiesa è impreziosita da un organo del 1733, opera di Carlo Sanarica. Nell'altare maggiore è collocata la statua lignea di Sant'Antoni da Padova e sulla parete è situato un prezioso dipinto del Catalano.
Palazzo Scarciglia   possiede un bellissimo atrio.  Presenta decorazioni floreali ed è arricchito da balaustre molto particolari.
La piccola Cappella dell'Addolorata è situata a poca distanza dalla matrice. e' a navata unica ed è impreziosita dalle tele attribuite ad Oronzo Tiso.
Nel paese sono presenti altre chiese quali, quella dell'Immacolata, della Madonna delle Grazie con una volta molto particolare e con un  altare maggiore risalente al 1680. Caratteristica della Chiesa della Madonna delle Grazie è il piano   molto piu' basso di quello della via e vi si scende con dodici gradini.
L'antica  Chiesa di San Pietro e Santa Croce concludono l'elenco delle numerose chiese presenti sul territorio.   
Un'attrattiva molto particolare  di questo centro è costituita dalla presenza   di Dolmen e Mednhir. Sono Spesso oggetto di particolare  attenzione poichè si tratta di "monumenti antichissimi". Il piu' bel dolmen della provincia di Lecce si trova a Minervino ed è denominato "Li Scusi". E' anche il piu' grande e lo stato di conservazione è davvero ottimo.
In ultimo, di rilevante importanza, e' il "Trappeto IPOGEO" di notevoli dimensioni (700 metri quadri),   interamente scavato nella roccia. La struttura è a grotta o alla calabrese ed è sottoposta al piano stradale di circa 3 metri. 

Tradizioni Popolari e Feste Religiose

  • Santo Patrono: Sant'Antonio
  • Festa Patronale: 13 Giugno
  • Mercato settimanale: martedì
  • Etimologia (origine del nome): Deriva da Minerva. Gli abitanti si chiamano Minervinesi.

Dati e Informazioni relativi ai Comuni della Puglia sono presi dai siti ufficiali o Internet in generale

Via Duca degli Abruzzi
 0836-889211 
http://www.comune.minervino.le.it