Comune di Patù - Cenni Storici

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Patù

 In epoca messapica Patù era il granaio della vicina importante metropoli di Vereto - che fu anche municipio romano -. Con la distruzione di Vereto, nell'877, ad opera dei Saraceni dell'Emiro Aba al Calmo, i superstiti si attestarono attorno al vecchio "granarium", dando vita ad un nuovo abitato che chiamarono Pato, dal greco pathos (=dolore), a ricordo delle sofferenze patite dalla città madre (la forma Patù deriva dal francesismo del periodo murattiano). Nel Cinquecento fu edificato,per ragioni difensive, un Castello, del quale restano i ruderi dei torrioni. Dal trecento il feudo appartenne ai Sambiase (1318); dal Seicento, ad altri feudatari, tra i quali i più importanti furono: i Personè, i Sementi, i Braida, i Guarini, ed i Granafei. Dagli anni Settanta del Novecento ha avuto uno straordinario sviluppo manifatturiero collegato alla produzione di scarpe, settore di punta dell'export salentino. Sempre negli ultimi decenni del secolo la sua economia ha ricevuto un forte impulso dal turismo balneare. A Patù è nato Liborio Romano (1798-1866), ministro del Regno di Napoli.
Marina di San Gregorio
è una frazione del comune e centro balneare dello stesso. Ospita resti visibili della città di Vereto, come una scalinata di origine messapica, un pozzo per il rifornimento di acqua fresca e un porto ancora visibile a pochi metri di profondità, situato sulla punta dell'insenatura. Patù sorge all"estremo lembo del Capo di Leuca, a sud est di Lecce dal quale dista 61 km. Il toponimo, per alcuni, deriverebbe dal greco "pathos" indicante la sofferenza dei veretini, per secoli vessati dalle scorrerie saracene; per altri da Verduro Pato, custode dei granai dei signori di Vereto.  Fondata probabilmente dai profughi di Vereto, distrutta nel secolo IX dai Saraceni, ne condivisero la proprietà feudale la Curia Vescovile di Alessano ed il principe d’Aragona di Cassano, sino alla soppressione della feudalità nel 1806.  Lo stemma civico raffigura un gatto che stringe tra i denti un pesce su di un campo color oro. A  circa 500 metri dal centro urbano, sulla destra e per una salita si raggiunge Vereto, dove sorgeva l"antichissima città messapica, cinta da poderose mura per oltre quattro chilometri.  Nel III a.C., durante la conquista romana, divenne sede di Municipio e di zecca e fu inserita con altri centri messapici, quali Ugento e Vaste, sulla via Traiana.
Castello
Ubicato nel centro storico di Patù. La fortezza risale alla prima metà del '400, ed era originariamente costituito da quattro torrioni angolari uniti da mura che erano circondate da un fossato in parte interrato, in parte convertito in giardino.
Monumento Centopietre
In origine era un monumento funebre, costruito con cento grossi blocchi di pietra squadrati provenienti dalle rovine dell'antica città di Vereto, per tumulare le spoglie del Generale Geminiano, successivamente traslate in Francia.
Chiesa San Giovanni Battista
Risale al X secolo. L'edificio è a pianta rettangolare e presenta tre navate divise da pilastri. La facciata principale è essenziale con una bifora situata al di sopra del portale d'ingresso.
San Michele Arcangelo
Fu edificata nel 1564. La pianta rettangolare è composta da un'unica navata ed ospita, oltre all'altare maggiore, quattro altari laterali dedicati a San Michele Arcangelo, San Francesco d'Assisi, Madonna del Rosario e Madonna del Carmine.
Campanile
A ridosso del prospetto principale, risale al 1940 e presenta una pianta quadrata ed alloggia cinque campane in bronzo.

Tradizioni Popolari e Feste Religiose

  • Santo Patrono: San Michele Arcangelo
  • Festa Patronale: 24 Giugno
  • Mercato settimanale: lunedì
  • Etimologia (origine del nome): Secondo la tradizione deriva dal greco pathos (=dolore), a ricordo delle sofferenze patite dalla città madre, Veretum. La forma Patù deriverebbe dal francesismo del periodo murattiano. Gli abitanti si chiamano Patuensi o Veretini.

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