Comune di San Donato di Lecce - Cenni Storici
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San Donato di Lecce |

L'antica Vigliano
Vigliano fu il nome che ebbe questo antico sito sin dall' epoca romana probabilmente derivatogli dal nome gentilizio VILIUS.
Nelle carte catastali viene ancora oggi indicata con il nome di Vigliano, l’area compresa fra via Oberdan, via Aierelli e linea ferroviaria; l'area stessa è collegata al Centro Storico dalla via Vigliano, sulla quale fino al 1900 esisteva la Cappella baronale di Santa Maria di Vigliano.
Vigliano venne distrutta in epoca barbarica e risorse all’arrivo dei normanni con il nome di San Donato, in onore del Santo che si afferma sia stato il Vescovo di Arezzo nel IV secolo. Insediamenti preistorici nella zona sono testimoniati dalla Specchia megalitica L'epoca romana del primo secolo, e la precedente epoca messapica non ebbero soluzioni di continuità geografiche e umana. Lo testimonia appunto l'area archeologica fra le due specchie disseminata di trulli megalitici troncoconici del tipo dei nuraghe sardi, considerati dalla scienza patrimonio dell'umanità.
La Diga Romana resta però il segno più evidente di quell’epoca. I resti di essa sono ancora visibili sul costone della Serra in cima all’attuale via Fontana che prende il nome dalla fonte le cui acque raccolte nella diga vennero fatte scorrere fino alla Terra Centuriata, sede del Centurione VILIUS, per irrigarla a fini agricoli. Il lato anteriore coincideva con l’attuale via Corsica sulla quale ci fu la residenza romana, divenuta in seguito il castello normanno compreso nella Contea di Lecce. Il castello venne ristrutturato e trasformato in Palazzo signorile dal Barone Pasquale Maiorana, detto il Caffariello, celebre musico e uomo ricchissimo, che acquistò il feudo e il titolo di Duca nel 1759. Gli altri due lati della terra coincidevano con le attuali via Roma e via Vecchia per Lecce.
Questa terra, nel secolo XIX venne coltivata a vigna e prese il nome di Vigna del Pozzo, in quanto vi si trovava il principale pozzo artesiano che d’estate dava un poco d’acqua al paese assetato.
Cosa Vedere
La Chiesa Matrice sorta nella stessa epoca normanna esiste ancora nelle sue strutture di base, e coincide con la Sagrestia del 1660 sovrastata dal campanile della nuova chiesa matrice, molto simile alla Chiesa dell’Addolorata in Maglie.
La nuova chiesa sorse dal 1610 al 1704; uno dei suoi artefici principali fu l’Arciprete Giovanni Francesco Perrone, dal 1647 al 1672. Egli abitava nella sua casa-masseria che venne in seguito inglobata nell’abitato e che fino all’anno 2000 è stata visibile, integra, al numero civico 97 di via Corsica.
In paese si chiamò Masseria Felici dal nome di uno dei proprietari, Felice Perrone, fratello dell’Arciprete.
Perrone masseria del feudo e prende il nome della famiglia dell’Arciprete, che la possedette insieme al quarto di territorio feudale che va dall’abitato ai confini con il feudo di Lequile. Questa Masseria esiste tuttoggi e conserva insieme alle strutture primarie d'epoca normanna, uno dei tre pozzi artesiani che dissetarono le estati sandonatesi fino al 1933, epoca in cui le acque della sorgente del fiume Sele vi giunsero tramite l’Acquedotto Pugliese.
Masseria Papa, archeologicamente interessante essendo di antichissime origini preistoriche.
Prende il nome dalla famiglia che la possedette sin dal secolo XVIII e contiene uno dei due frantoi oleari ipogei ancora non distrutti.
Il secondo frantoio oleario ipogeo superstite trovasi sulla via Carsica, dirimpetto ad una delle tre Vore principali del paese che raccolsero e inghiottirono le acque piovane precipitanti dal costone della vicina Serra.
Economia dell'economia paesana è la produzione di manufatti realizzati con giunco e canne palustri.
Ma il paese è anche conosciuto come la patria dei cocomeri, in dialetto 'cucùmmari', in quanto questa primizia di ortaggio primaverile veniva coltivata da un gran numero di piccoli agricoltori, i quali erano diventati talmente esperti della coltura che riuscivano a far arrivare sul mercato il prodotto molto tempo prima di quanto non riuscissero a fare i contadini di altri paesi vicini.
Galugnano, frazione di San Donato di Lecce, è costituito da un agglomerato di case situato sulle pendici di un'altura a 13 Km da Lecce.
Le origini del paese risalgono probabilmente al 1800 a.C., quando arrivarono nel paesino i Iapigi.
Il nome Galugnano deriva dalla parola greca 'Kalos' che significa 'bello'. Dopo l'invasione turca appartenne a diversi feudatari. Nel 1611 fu proprietà della famiglia Nay in seguito del barone Dellanos sepolto con i figli Diego e Beatrice nella vecchia parrocchia e, per ultimo ai baroni Massa.
Il Palazzo Dellanos è situato nel centro del Paese. L'imponente monumento fu costruito nella seconda metà del XVI secolo.
La Chiesa Matrice è dedicata alla Madonna Immacolata, fu eretta sulla vecchia Chiesa e inaugurata nel 1955. Presenta dei pregevoli portoni di bronzo.
La Chiesa dell'Annunziata è uno splendido monumento del barocco salentino presumibilmente risalente al 1665.
La Chiesa di S. Maria della Neve è una cappella suburbana denominata anticamente 'S. Maria de li Pisanei' per via di una vicina masseria che porta questo nome.
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Tradizioni Popolari e Feste Religiose |
- Santo Patrono: San Donato
- Festa Patronale: 7 Agosto
- Mercato settimanale: Sabato
- Etimologia (origine del nome): Deriva dal nome del Santo scelto, dopo la canonizzazione, come Patrono cittadino. Il primo nome dell'abitato era Vigliano, di probabile origine prediale: dal nome latinizzato di persona Avilius. Gli abitanti si chiamano Sandonatesi
Dati e Informazioni relativi ai Comuni della Puglia sono presi dai siti ufficiali o Internet in generale
Via Brodolini, 1
0832-657511
http://www.comune.sandonatodilecce.le.it
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