Comune di Supersano - Cenni Storici

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Supersano

In un luogo frequentato da epoche preistoriche, si formò come agglomerato rurale in epoca alto-medioevale, favorito dalla ricchezza dei boschi e dei pascoli. Ospitò comunità basiliane e, in epoca normanna diventò feudo; intorno al Cinquecento fu fortificata con un castello. Appartenne agli Orsini del Balzo, ai D'Aragona, ai Carafa e ai Gallone, fino all'abolizione del feudalesimo, avvenuta nell'Ottocento per effetto della legislazione napoleonica. Di antica tradizione agricola, nella seconda metà del Novecento ha visto crescere notevolmente le attività manifatturiere soprattutto nel settore calzaturiero e in quello della carpenteria metallica. Patrono è San Michele dal Settecento. E' venerata la Madonna di Coelimanna (manna del Cielo): bella la leggenda che fa risalire il culto al periodo romano-imperiale.
Cosa vedere:
La cripta Supersanese è una delle poche non ipogee ed è scavata nel costone tufaceo. La Cripta denominata della Coelimanna o Virgo Manna Coeli, è un ambiente scavato nella roccia lungo la serra di Supersano, nei pressi del cimitero ed è affiancata al Santuario della Madonna di Coelimanna, edificato nel 1746.
Le origini di questa cripta scavata nel tufo si perdono nella notte dei tempi e c'è chi ipotizza che sia stata abitata dall'uomo primitivo. Ipotesi certamente condivisibile, dal momento che, nel raggio di 200 metri esistono due menhir (Blocchi di pietra conficcati nel terreno) che risalgono al megalitico e la presenza di testimonianze e reperti archeologici trovati in un sito non molto distante, oggi visibili presso il museo di Taranto, il museo Paleontologico di Maglie (LE) e il Dipartimento dei Beni Culturali presso l'Università di Lecce.Molto probabilmente questa cripta era un luogo di culto, cui facevano capo le popolazioni sparse lungo la stessa serra. Circa la reale funzione di queste chiese rupestri si fanno avanti le indagini di Marina Castelfranchi la quale, abbandona l'idea che queste fossero utilizzate da monaci eremiti e,La presenza di alcuni affreschi, in discreto stato di conservazione, e di altri a colorazione quasi estinta per l'umidità, fa ipotizzare che tutto il costone rupestre dovesse essere coperto da pitture parietali.
Il  settecentesco santuario della Beata Vergine di Coelimanna (1746). La leggenda La costruzione del Santuario viene ricollegata all'apparizione della Madonna a una pastorella secondo la seguente descrizione dei fatti: La presenza di alcuni affreschi, in discreto stato di conservazione, e di altri a colorazione quasi estinta per l'umidità, fa ipotizzare che tutto il costone rupestre dovesse essere coperto da pitture parietali..... la leggenda narra
"Conduceva alla pastura il suo gregge una pastorella,  quando all'improvviso un giorno, (Un Sabato di Luglio) le si fece innanzi una maestosa Signora,che   le disse: Figliuola mia, va a chiamarmi il Curato di Supersano; la fanciulla modestamente osservava che il suo gregge senza di lei si sarebbe disperso, danneggiando nelle terre vicine e la sconosciuta ed affettuosa Signora le rispose che nella di lei assenza lo avrebbe Ella custodito. Pronta allora al comando reca l'avviso al Parroco, il quale, animato da zelo, non mancò di condursi sul luogo al fianco della santa fanciulla. Costei giunta sulla collina gli additava quella gran Donna tenutasi nascosta dietro un cespuglio. Il fortunato sacerdote, nulla di straordinario avendo osservato, ritonò in Parrocchia, dove nella seguente Domenica, avendo narrato al popolo l'apparizione prodigiosa, predicò che ognuno si provvedesse di ferro per aprire quel folto cespuglio, ove si ascose la Donna apparsa il giorno innanzi alla pastorella innocente. Non mancò certo la preghiera, dopo che il popolo processionalmente raccolto ed avviatosi sul luogo aprì con sollecitudine il cespo additato. Fu scoperto un antro, ove si rinvenne una cappella (l'attuale Cripta) avente in mezzo un altare con nicchia, in cui un affresco è l'immagine bellissima della regina del Cielo, fregiata da un'iscrizione greco-latina che dice: Virgo Manna Coeli. " L'evento viene ricordato ogni anno con una Festa Popolare che si tiene la prima Domenica di luglio in cui la Statua della madonna vine portata dal Santuario in processione per le vie del paese.
La costruzione del Santuario, però, si riconduce a un altro avvenimento: si narra che un principe romano, scampato miracolosamente da morbo fatale per apparizione della Maria, che si svelò con un tal titolo di Coelimanna, nel recarsi a cavallo sul luogo verificò che il suo destriero si inginocchiava dapprima all'ingresso del paese per la prima volta; lo stesso gesto tenne sulla strada che porta al Santuario; alla fine si arrestò genuflettendosi nel luogo ove lo stesso Principe fece costruire il Santuario a perenne riconoscenza per la guarigione avuta. Si narra che ove ora sono ubicati dei menhir sono avvenute le singole fermate del destriero del Principe.
Il Castello è sorto per ordine di due grandi generali di Carlo V dopo la battaglia avvenuta alle falde della collina presso l’attuale cimitero, nel 1528.
Delle quattro torri che furono realizzate nel XV secolo resta soltanto quella scarpata di nord-est, quella nord-ovest è crollata nei primi anni del "900. I fossati sono ormai coperti. La facciata presenta una lunga balconata settecentesca, quando ormai l"edificio era soltanto una dimora signorile e alcune finestre cinquecentesche, all"interno il giardino è stato restaurato. La scala antica porta al piano nobile dove sono state messe in luce le varie fasi delle murature. Interessante la visita del Mastio normanno, adiacente alla sala consiliare. 

Tradizioni Popolari e Feste Religiose

  • Santo Patrono: San Michele Arcangelo
  • Festa Patronale: 8 Maggio
  • Mercato settimanale: Sabato
  • Etimologia (origine del nome):  E' di origine prediale, dal nome di persona Sulpicius. Gli abitanti si chiamano Supersanesi.

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Piazza IV Novembre
0833-631014
http://www.comune.supersano.le.it
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