Comune di Surbo - Cenni Storici

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Surbo

Surbo è un paese antico, il cui nome per alcuni deriverebbe dal latino "surburbium" cioè "sub-urbe", periferia o sobborgo di Lecce.
Per altri il nome sarebbe un fitonimo derivante dal nome latino delle piante di Sorbo un tempo, si dice, molto frequenti nella zona.
Non si conosce la data esatta della nascita di Surbo. La più antica notizia riferita al paese  si ha alla fine del XII secolo, quando il casale di Surbo, facente parte della contea di Lecce, viene ceduto da Tancredi conte di Lecce alla zia Emma, badessa del convento delle monache Benedettine di San Giovanni Evangelista in Lecce. Oltre a questo diploma di donazione esistono altre pergamene coeve in cui è citato il nome di Surbo come "casale de corpore" della città di Lecce, dalla quale dipendeva amministrativamente ed economicamente.
Probabilmente come agglomerato abitativo è ancora più antico perchè sono stati trovati reperti dell' età micenea (conservati nel museo archeologico di Taranto.
Dopo i normanni furono feudatari di Surbo, fino al XVI secolo i Sindaci di Lecce. Poi nel 1643 Surbo fu venduto dalla Regia Camera a Livio Pepe, barone di Napoli.
Dalla famiglia del barone Pepe passò ai Severino, conti di Pisignano. Infine fu comprato, nel 1757, dal duca  Giuseppe Romano di Brindisi. Dai Romano, nel 1805 Surbo passò alla famiglia Patrizi di Brindisi. Dopo di che si arrivò alla abolizione del feudalesimo.
Le nuove idee risorgimentali trovarono seguaci anche a Surbo: sono noti i processi a vari carbonari tra cui Don Pietro Valzani. L' arrivo della prima guerra mondiale segnò l' inizio del cambiamento per il nostro paese, che da piccolo centro agricolo in circa cento anni è divenuto anche zona industriale; un cambiamento dovuto a diversi fattori, ad iniziare dai lavori di bonifica delle fasce costiere, che fecero sparire la coltivazione del cotone, del lino e del giunco, privilegiando sulle nuove terre l' impianto di oliveti, e la coltivazione di cereali, verdure, ortaggi.
Cosa vedere:
La Chiesa di Santa Maria del Popolo, è la Chiesa Matrice di Surbo. Edificata nel secolo XIV su una già preesistenza,  presenta una facciata sobria con un portale di gusto rinascimentale. E" formata da una navata centrale, con braccio trasversale che le dà la forma di croce latina. Al suo interno vi sono 12 altari, oltre l"altare maggiore. Attigua al prospetto della chiesa, vi è la torre dell"Orologio, eretta nel 1586 e la torre campanaria, alta 25 metri con alla sommità una banderuola segnavento che raffigura Sant"Oronzo nell"atto di benedire la città.
La Chiesa di San Giuseppe o della Natività di Maria Santissima, è del XVII Secolo. Entrando nella chiesa si ha di fronte l"altare maggiore dedicato alla Natività di Maria scolpito nel 1661.
La Chiesa di San Vito, databile al XVII Secolo, originariamente era denominata "Chiesa del Salvatore".
L"altare maggiore è dedicato alla Trasfigurazione di Gesù.
La Chiesa di San Pantaleo, risale al XIX sec. Presenta la semplicissima facciata con due nicchie contenenti la statua di San Pantaleo e la statua di Maria Immacolata che schiaccia il serpente.
Il Palazzo BaronaleE' il piccolo palazzo vicino la chiesa di San Vito. Nel 1645 Giulio Pepe lo acquistò "per sue comodità" da Fabio Strati. La zona in cui si trova il palazzo era nota anticamente come "piazza del Castello" . Dell' antico palazzo, non visitabile perché di proprietà privata, si può vedere ancora un balconcino retto da una mensola con delle figure e lo stemma dei Pepe - Severino, baroni di Surbo. Al di sotto del palazzo vi è un frantoio ipogeo.
Torre dell'Orologio
La torre fu eretta nel 1586. E' alta 25 metri con alla sommità una banderuola segnavento che raffigura Sant'Oronzo nell'atto di benedire la città.
Curiosità 
"La piscialetta"(ciambella fatta in casa);
Si ottiene dall'ulteriore lavorazione della pasta del "pizzu", aggiungendo acqua, olio di oliva e un pizzico di peperoncino, dando così quella sofficità e quel gusto che determinano il nome di "pasta pisciata".  IL prodotto deve essere consumato in 4/5 g
LU PIZZU Questo pane nasce dall'antica usanza dei contadini di preparare del pane per i loro padroni e di utilizzare i rintagli della pasta lievitata per il proprio consumo, aggiungendo: olio di oliva, olive leccesi, cipolle a candiora (spunzali) e pomodori rossi. Nel paese si svolge alnche la sagra della Piscialetta. 

Tradizioni Popolari e Feste Religiose

  • Santo Patrono: SS. Oronzo Giusto e Fortunato
  • Festa Patronale: 2 Ottobre
  • Mercato settimanale: Sabato
  • Etimologia (origine del nome):  Deriva dal greco soyrbos, sorbo, che è l'albero delle sorbe. E' meno probabile la derivazione da suburbium, sobborgo (di Lecce). Gli abitanti si chiamano Surbini.

Dati e Informazioni relativi ai Comuni della Puglia sono presi dai siti ufficiali o Internet in generale

Via Vittorio Emanuele
0832-360811
http://www.comune.surbo.le.it