Comune di Tricase - Cenni Storici
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Tricase |
Sullo stemma civico compaiano tre case a schiera che rappresentano i tre casali originari, Trunco, Menerano e Voluro dalla cui unione, dettata dalla sicurezza e dalla loro espansione, nacque Treccase poi Trecase, Tricasi e finalmente Tricase. Probabile anno di fondazione il 1030. Nel 1480, in seguito alle incursioni dei Saraceni lungo le coste e nell’immediato entroterra, molta gente dei paesi vicini si trasferi in Tricase. Nacquero cosi i borghi di Sant’Angelo, Santa Marina e Sant’Antonio. Feudatari di Tricase furono gli Orsini del Balzo, i Della Ratta, i Castriota, i Pappacoda e infine i Gallone. Protettore di Tricase è San Vito che la Chiesa festeggia il 15 giugno.
Tricase il 23 settembre del 1812 visse con intenso fervore tutti i moti risorgimentali partecipandovi attivamente. Fu deputato al Parlamento napoletano prima e quello italiano poi. Nella seduta del 19 agosto 1848 ebbe l’ardire di chiedere all’assemblea parlamentare l’abolizione della pena di morte; il 26 agosto dello stesso anno presentò un disegno di legge per l’istituzione dei giurati mentre il 3 agosto aveva protestato per la libertà di stampa. Dopo lo scioglimento della Camera,
il 12 marzo dell’anno successivo, per le sue idee dovette prendere la via dell’esilio.
LA LEGGENDA DELLE CHIESA DEI DIAVOLI La leggenda narra che tanto tempo fa Tricase era governata da un principe particolarmente crudele che uccideva le persone spesso solo per capriccio. I sudditi chiamarono questo signore Principe vecchio. Egli era ossessionato dal fatto che i tricasini chiedessero in continuazione una chiesa in aperta campagna in zona santi Medici, non solo per pregare, ma anche come luogo di rifugio contro briganti e predoni. Il principe chiese allora aiuto al diavolo. Questi accettò di costruire la chiesa in una sola notte, in cambio il principe in quella stessa chiesa avrebbe dovuto offrire un’ostia consacrata ad un caprone. Il diavolo fu di parola ma il principe, nonostante la sua cattiveria, non ebbe il coraggio di sfidare Dio e non mantenne fede al patto col diavolo che infuriatosi, fece scoppiare un violento temporale che trascinò le campane dalla nuova chiesa nel canale del Rio dove ancora oggi durante le tempeste si odono i rintocchi delle campane che giacci
Il Porto ha avuto un ruolo di primo piano nell’economia tricasina perché era il fulcro delle attività commerciali e artigianali. Qui approdavano le navi cariche di pelli grezze che mani esperte, grazie al tannino delle vallonee, trasformavano in morbide pellicce. Lungo la costa sono ancora visibili canali, vasche e conche scavate nella roccia che venivano usate per la concia. L’avvento della concia minerale segnò segnò il declino anche del porto di Tricase. Solo nei primi del Novecento lo sviluppo del mercato del tabacco diede un nuovo impulso alla piccola marina Tricasina. Dopo, niente più, solo qualche famiglia di pescatori in villeggiatura. Da qualche anno il vecchio porto è stato ampliato perché non riusciva più a soddisfare le numerose richieste dei dipartisti, poiché il porto di Tricase è l’unico ricovero sicuro da Castro a Santa Maria di Leuca. Durante l’estate Tricase Porto è il punto di balneazione e di ritrovo per i tricasini e un ambito luogo
LE PAGLIARE Le pagliare o come sono state recentemente definite, trulli sono costruzioni con pietre a secco costituiti da un solo ambiente con un tetto a falsa cupola e sono costruzioni caratteristiche delle campagne pietrose del Salento. Solo di recente queste costruzioni hanno attirato l’attenzione di studiosi e di cultori del passato poiché fino a qualche decennio fa versavano nel più completo abbandono. Le origini delle pagliare si perdono nelle notti dei tempi, di sicuro esse sono l’espressione di civiltà nostrane lontane che costruivano la propria dimora sfruttando ciò che la natura offriva : la dura roccia da lavorare e sagomare per formare il caratteristico tronco di cono che nonostante tutto resiste alle insidie del tempo e degli uomini. Secondo alcuni studiosi le pagliare risalirebbero al terzo millennio avanti Cristo e pare richiamino le costruzioni egizie e mesopotaniche del tempo. Esse sono formate da cerchi concentrici di pietre lavorate che a mano a mano si restringono.
Il protagonista della campagna tricasina rimane l’ulivo, Maestoso, contorto con la sua chioma argentea sempre verde è il muto testimone di tante generazioni che si sono inginocchiate intorno alla sua chioma generosa. In alcune zone impervie e sassose sopravvivono veri e propri boschi di ulivi che con tenacia resistono alla furia degli eventi e degli uomini.
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Tradizioni Popolari e Feste Religiose |
- Santo Patrono: San Vito
- Festa Patronale: 15 Giugno
- Mercato settimanale: Martedì
- Etimologia (origine del nome): L'origine del nome deriva dai tre casali originari; da qui Treccase poi Trecase, Tricasi e finalmente Tricase.
Dati e Informazioni relativi ai Comuni della Puglia sono presi dai siti ufficiali o Internet in generale
Piazza Pisanelli
0833-777111
http://www.comune.tricase.le.it
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