Comune di Ugento - Cenni Storici

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Ugento

Il periodo di massimo splendore è quello che gli storici moderni definiscono storia "arcaica" per indicare l'alba delle civiltà in Italia. Ed è proprio in questo periodo che Ozan, l'antico nome di Ugento, fondava le radici di una società che ha lasciato fino hai giorni nostri 5 km di mura ciclopiche (alte 14 m e larghe 8 in alcuni punti), il culto di Zeus,il conio delle prime monete come base dell'economia di scambio e preziosi manufatti in creta o bronzo. Parliamo di un millennio e più prima dall'avvento di Cristo fino alla conquista Romana. Il culto nel nostro paese era proprio lo Zeus, al quale si dedicavano santuari, pellegrinaggi e giochi in suo onore. Centro religioso pricipale del Salento, fortezza inespugnabile dal punto di vista militare e per questo fiorente civiltà agricola e artigianale. Vasto scalo navale di merci sede del più imponente porto del passato è stato per molti secoli una vera e propria potenza. Il declino della civiltà inizia dalla rivalità con Taranto, con il quale sono state combattute numerose guerre con la conseguente decimazione della popolazione Ugentina (intervento di Pirro in una di queste). Fino alla cancellazione totale per opera di Roma che non perdonò mai l'appoggio degli Ugentini ad Annibale favorendo a quest'ultimo i rifornimenti e l'arrivo in Italia. Tutto il resto è declino: società latifondista nel medioevo e quasi scomparsa della popolazione durante la peste del 1600. Il paese conserva gelosamente le tracce della sua gloria, la statua di Zeus in bronzo pezzo unico della storia e tutto ciò dedicato al suo culto: pietra troncoconica in località Terenzano, tracce del tempio, colombaie in onore del dio. Sul territorio è presente il castello, del 1100 circa, immensa dimora fortificata dei nobili del periodo. La cattedrale come Chiesa più importante, stupendo esempio di stile rinascimentale misto a decori barocchi e gli antichi palazzi riutilizzati come sede dell'episcopato. Vista la passata importanza religiosa sul territorio sono presenti chiese, cappelline ed eremi di cui è difficile contarne il numero: i più conosciuti sono eremo del Casale e chiesa della Madonna del Curato.
Il porto di Ugento, notevole porto commerciale in epoca romana, in quanto favorito dalla vicina via Traiana, si affaccia sul sulla riviera di Levante, in passato aveva un molo naturale di 1.275 metri e più di 3 chilometri di sponda, capace di contenere il triplo della flotta atenesi.
L'economia si basa sul settore primario, sulla trasformazione dei suoi prodotti e sul turismo.
Fra le varie coltivazioni presenti, predominanti sono quelle della vite e dell'ulivo, le cui industrie associate sono fiorenti. Sono inoltre diffusi la pesca e l'allevamento di ovini e di pollame. Viene effettuata l'estrazione del tufo da alcune cave.
Il settore turistico si è notevolmente ampliato nell'ultimo decennio, facendo dell'area di Ugento e in particolare di Torre San Giovanni un'affollata meta del turismo estivo.
Torre San Giovanni, marina di Ugento
l' antica Auxentum, la cui torre fu edificata in riva al mare nel 1563 in prossimità delle rovine dell antico porto romano, è una delle più conosciute fra le località della zona.
Il paesaggio è molto suggestivo: una folta fascia pinetato si protende fin sulla spiaggia di sabbia fine e bianca; basse dune rigogliose di macchia mediterranea arrivano fin quasi a lambire il mare.
IL CASTELLO Il Castello di Ugento, il cui nucleo originario, databile al XIII secolo, presenta una pianta trapezoidale irregolare con torrioni angolari, due dei quali sono andati distrutti.
Ampiamente rimaneggiata nel corso del XVIII secolo, il maniero sembra però avere origini molto remote, forse antecedente all’ XI secolo. Pecicco de Trebigne, che fuggiva dalla persecuzione del cugino re di Dalmazia, divenne il primo feudatario della baronia di Ugento; nel periodo angioino, invece, quando il castello divenne regio, Giovanni Conte fu eletto primo castellano.
Lo stesso re Carlo I d"Angiò, nel 1273, vi dimorò durante il suo viaggio in Terra d"Otranto, ospite di Adenolfo D"Acquino. Nel 1484, il castello apparteneva al feudatario Conte Angilberto de Bautio, mentre nel 1534 fu donato dalla “Cesarea Maestà” al “magnifico e fedele Marzio Colonna”.
Attualmente è in ottimo stato di conservazione.
La Cattedrale di Ugento,dedicata a Maria SS Assunta in Cielo, è stata ricostruita su quella antica andata distrutta nell"incursione Saracena del 1537. L'antico monumento era in stile Gotico, la facciata in stile Neoclassico fu edificata nel 1855 per opera di Mons. Francesco Bruni. L"altare maggiore e la balaustra sono di marmo policromo del 1740, voluti dal Vescovo di Ugento, Mons. Arcangelo Maria Ciccarelli,  del quale lo stemma è riprodotto sugli stessi.
Il Santuario della Madonna della Luce risale al 1576 e sorge nel luogo dove anticamente sorgeva un altra Cappella di dimensioni più piccole, anch essa dedicata alla Vergine e andata distrutta durante le invasioni saracene. Il tempio assunse notorietà per via di un eclatante fatto miracoloso verificatosi nel 1563 a favore di un prete, don Didaco di Vittorio, da Afragola, Napoli, che cieco, in compagnia della sorella e guidato da un cane, si recava a Santa Maria di Leuca in pellegrinaggio. Lungo il suo cammino si fermò per riposare al riparo delle rovine dell'antica chiesetta. Assorto in preghiera, essendo intanto sopraggiunto  un furioso temporale, fra il bagliore delle folgori che squarciavano il cielo, egli ebbe la ventura di riacquistare la vista, scorgendo come prima cosa l effige di un'antica immagine della Madonna affiorante dal terreno, dal suo cane.Il Vescovo del tempo l illustre Mons. Minturno, richiamato dalla voce del popolare di così grande prodigio operatosi alle porte della città, si recò di persona sul luogo e, recuperata la lastra di pietra con impresso il dipinto, la chiamò Madonna della Luce, per via della guarigione ivi operata. Il famoso dipinto è conservato sull'altare maggiore. 
 La Cripta del Crocifisso si trova esattamente a un chilometro da Ugento,  scavata nella roccia tufacea, con ingresso posto a lato Nord, dal quale si accede nella grotta tramite una scala di circa 1,30 m. di larghezza all'imboccatura, sino a raggiungere la dimensione di circa 3 metri. Sia la volta che i muri perimetrali risultano affrescati. La Cripta ha preso il nome della pittura sormontante l'altare, anch'esso ricavato dalla pietra tufacea, raffigurante appunto Gesù Crocifisso.
L antica chiesetta dedicata a Santa Lucia, con il caratteristico tetto di tegole, era di epoca bizantina. In seguito al rifacimento, scomparve ciò che poteva testimoniare il suo decorso, conservandosi però l antico culto a Santa Lucia, al quale si affiancò quello per i Santi Medici. Gli altari sono quindi due, dedicati a Santa Lucia e ai Santi Medici.
Alla Chiesa di S. Antonio da Padova, una volta, era annessa al convento dei Frati Minori Osservanti, ora Museo Comunale. Il Monastero fu fatto edificare nel 1400 dal conte di Ugento Raimondello Orsini  Del Balzo, per opera dell'architetto Colaci da Surbo(Le), ed ebbe il nome di Santa Maria della Pietà.
Gemini, frazione di Ugento deve il suo nome alla venerazione che avevano i romani per i Dioscuri, i gemelli Castore e Polluce, protettori delle truppe.
A Gemini sorgono il Palazzo Piccino, il Palazzo Riso del XVI secolo ed il Palazzo Macrì costruito nel 1500.
A Gemini si può ammirare il menhir della Visitazione, ubicato nei pressi dell'omonima chiesa che risale al XVI secolo ed ha subito nel corso dei secoli, diversi rifacimenti. La Chiesa della Madonna di Pompignano fu edificata nel 1500, anch'essa ha subito numerosi restauri di cui l ultimo nel 1700.
La Chiesa dedicata a San Francesco d Assisi è stata costruita nel 1700, ed è caratterizzata da sette altari compreso l altare maggiore.
Inoltre due menhir che ancora oggi sono visibili uno nella Masseria Terenzano e uno nella periferia di Gemini.
Di epoca successiva sono invece le imponenti Mura Messapiche che sono costituite da grossi blocchi di pietra accuratamente accomodati tra di loro che formarono un tempo la cinta di protezione del nucleo cittadino. Esse sono parzialmente visibili ancora oggi, soprattutto nel tratto che costeggia la via “Madonna della Luce” ex via traiana:
Palazzi antichi, tra cui Palazzo Gigli che risale alla fine del 1500, fu sempre dimora dell"illustre e nobile famiglia Gigli di Ugento e Palazzo Colosso che si conserva ancora bene, il palazzo che sorse intorno al 1600.

Tradizioni Popolari e Feste Religiose

  • Santo Patrono: San Vincenzo Martire
  • Festa Patronale: 22 Gennaio
  • Mercato settimanale:sabato
  • Etimologia (origine del nome):   Di origine incerta. Potrebbe derivare dalla base pre-indeuropea ausa (= fonte), dalla quale derivò il primo nome documentato di Ausentum

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Piazza A. Colosso
0833-555091
http://www.comune.ugento.le.it